K. Miyazaki & Lu Chao – After the deluge

In concomitanza con l’inaugurazione della Biennale di Venezia 2017, rosenfeld porcini in collaborazione con One Contemporary Art Venice ha il piacere di presentare una nuova serie di lavori di Lu Chao (*1988) e Keita Miyazaki (*1983). La mostra si intitola After the Deluge. Reinterpretando elementi tradizionali dell’eredità artistica dei rispettivi paesi d’origine, i due artisti svelano una visione critica sulla condizione attuale dell’essere umano, marginalizzato dall’espansione incontrollata della società contemporanea. I primi lavori di Chao ritraevano gruppi di persone ammassate, ricordando alla nostra prospettiva occidentale la attuale tragedia dei migranti. Si tratta di soggetti passivi, relegati ad occupare una porzione minima dello spazio disponibile. Il tema tocca inevitabilmente le corde della paura di fronte ad un potere invisibile. Nonostante l’ampia gamma di temi attraverso cui l’artista veicola il suo messaggio, la componente umoristica dell’ambientazione, non arriva mai a scalfire la potenza del messaggio stesso. Di recente Chao ha ridotto i suoi personaggi a minute figurine in precario equilibrio su funi instabili. L’idea di un potere terrestre è adesso soppiantato da un potere extra-terrestre in grado di esercitare un controllo mefistofelico sulle persone. Il magnifico disegno su carta Funambolists No 4 richiama la Creazione di Adamo ed Eva sul soffitto della Cappella Sistina però qui la benevolenza e l’ottimismo di cui è intrisa il capolavoro di Michelangelo sono ora contaminati da un’idea di autorità ben più tetra. Nella scena l’essere umano appare piuttosto nelle vesti di una marionetta che fatica nell’arduo tentativo di affrontare il proprio percorso attraverso la vita, manovrato e dominato nella sua vana ricerca di libertà. Le opere di Lu Chao rappresentano una meravigliosa rivisitazione contemporanea di quella che è la antica tradizione cinese del disegno. Per quanto realizzati interamente ad olio, il tratto, esclusivamente in bianco e nero, attinge inequivocabilmente dalla grande tradizione artistica del suo paese. Keita Miyazaki si trovava in Giappone durante il terribile Tsunami che nel 2011 devastò parte del paese. Osservare da vicino la distruzione di una tale quantità di elementi della nostra società industriale spinse Miyazaki a tentare di dare nuova vita ad uno degli elementi cardine di tutte le società sviluppate: il motore. Forte delle sue abilità di saldatore, l’artista riesce ad armonizzare le componenti dei motori inserendo forme colorate di carta o di feltro ispirate alla tradizione giapponese dell’origami. Miyazaki pur proponendo un linguaggio formale totalmente unico ed innovativo, ha tutti gli elementi di uno scultore classico. Il suo corpo più recente ricrea le ‘Vanitas’ della pittura olandese del 17esimo secolo. Qui l’artista forgia teche di metallo a muro protette da vetro al cui interno varie associazioni di oggetti, alcuni trovati ed altri creati da Miyazaki stesso, interagiscono rimandando alla fragilità della vita umana e alla vanità delle preoccupazioni che puntualmente la affliggono. Sulla parte superiore della teca si affaccia il faro acceso di una macchina, come ad incarnare la presenza divina che nelle Vanitas originali dell’epoca era rappresentata dal raggio di luce.